I numeri raccontano una tendenza chiara: il credito al consumo in Italia continua a crescere, mentre i mutui rallentano. Secondo l’Osservatorio sul Credito al Dettaglio CRIF-Assofin-Prometeia, nel primo trimestre 2026 il credito alle famiglie registra un andamento positivo trainato soprattutto da finanziamenti auto e moto (+6,2%) e dalla cessione del quinto (+7,5%), mentre le richieste di mutuo e soprattutto le surroghe sono in netto calo. Capire perché questo accade — e chi ne è più esposto — aiuta a riconoscere per tempo i segnali di un indebitamento che sta diventando insostenibile.
Cosa dicono i numeri
Secondo le rilevazioni più recenti basate su dati di Banca d’Italia, a fine 2025 l’indebitamento pro capite in Italia si attesta intorno ai 3.000 euro, con i prestiti personali cresciuti del 61,8% negli ultimi nove anni, superando i 177 miliardi di euro complessivi. Il totale dei finanziamenti alle famiglie ha invece raggiunto i 612 miliardi di euro, con una crescita più contenuta (+16,5%) nello stesso periodo — segno che il credito al consumo sta crescendo più velocemente rispetto al credito complessivo.
Chi si indebita di più
I dati confermano un profilo in evoluzione: il credito al consumo è utilizzato in modo crescente non solo dai più giovani, ma anche da persone con redditi medio-bassi, pochi risparmi e già esposte con altri finanziamenti. È il segnale di un utilizzo "difensivo" del credito — per coprire spese correnti, non per investimenti — che è il primo campanello d’allarme di una spirale di sovraindebitamento.
Il tasso di default resta basso, ma non per tutti
Il tasso di default sul credito alle famiglie resta storicamente basso (circa l’1,5% a marzo 2026), un dato che a livello di sistema è rassicurante. Ma è una media: chi accumula più finanziamenti contemporaneamente (auto, personale, cessione del quinto) senza un piano di rientro ha un profilo di rischio molto più alto della media di sistema, ed è proprio in questa fascia che si concentrano le situazioni che poi arrivano a un mediatore creditizio o a un OCC.
I segnali da non ignorare
- Più di due finanziamenti attivi contemporaneamente
- Uso della carta di credito revolving per arrivare a fine mese
- Richieste di piccoli prestiti per pagare rate di prestiti precedenti
- Solleciti di pagamento ricorrenti anche su importi contenuti
Nessuno di questi segnali, da solo, è un’emergenza. Ma la combinazione di più segnali è il momento giusto per fare un’analisi della propria posizione debitoria — prima che la situazione richieda strumenti più drastici.
Domande Frequenti
Il credito al consumo in sé è un problema?
No, è uno strumento legittimo se usato per acquisti pianificati e sostenibili rispetto al reddito. Diventa un problema quando si accumula per coprire altre spese correnti o altri debiti.
Come faccio a sapere se sono già in una situazione di sovraindebitamento?
Il parametro di riferimento è la sostenibilità: se la somma delle rate mensili supera in modo strutturale la capacità di reddito disponibile, al netto delle spese essenziali, è già una situazione da affrontare con un professionista.
Un mediatore creditizio può aiutarmi anche se non sono ancora insolvente?
Sì, anzi è il momento migliore: prima si interviene, più ampie sono le soluzioni disponibili, dalla semplice rinegoziazione dei tassi fino al consolidamento dei finanziamenti in un’unica rata sostenibile.
Consulenza Gratuita
Ogni situazione è diversa. Come mediatore creditizio iscritto OAM, affianco privati e piccole imprese dell’area Milano-Monza Brianza nella valutazione della propria posizione. Il primo incontro è gratuito e senza impegno.