La fase di stabilità dei tassi BCE si è interrotta a inizio giugno 2026, quando la banca centrale ha alzato i tassi di 25 punti base, portando l’Euribor a tre mesi dal 2,01% di fine febbraio al 2,31% del 5 giugno. Nella riunione successiva, il 23 luglio 2026, la BCE ha invece lasciato i tassi invariati (depositi al 2,25%, rifinanziamento principale al 2,40%, marginale al 2,65%), confermando una fase di attesa dopo il rialzo di giugno. A fine estate, è il momento di fare il punto su cosa è cambiato per chi ha — o sta per accendere — un mutuo.

L’impatto concreto del rialzo di giugno

Su un mutuo variabile standard da circa 126.000 euro in 25 anni, la rata è passata dai 579 euro di marzo ai 590 euro di giugno, per poi arrivare a circa 606 euro dopo la decisione della BCE — un incremento percepibile ma non drammatico, che conferma quanto sia importante, per chi ha un variabile, mantenere sempre un margine di sicurezza nel proprio bilancio familiare.

Il differenziale fisso-variabile resta ampio

Nonostante il rialzo di giugno, il Tan medio dei mutui variabili si attesta al 2,62%, ancora sensibilmente più basso del 3,37% medio dei mutui a tasso fisso. La pausa della BCE a luglio segnala che, almeno nel breve periodo, non sono attesi ulteriori movimenti immediati, ma il precedente di giugno ricorda che la fase di tassi "fermi" può interrompersi con relativamente poco preavviso.

Come regolarsi a fine estate 2026

Uno sguardo alla seconda metà dell’anno

Con l’inflazione e i dati macroeconomici che restano le variabili chiave per le prossime decisioni BCE, l’unica previsione ragionevole è che la fase attuale di equilibrio instabile continuerà a richiedere attenzione, più che scelte "una tantum": chi ha un mutuo attivo dovrebbe rivedere periodicamente la propria posizione, non solo al momento della stipula.

Domande Frequenti

Il rialzo di giugno cambia la convenienza generale del variabile rispetto al fisso?

No, il differenziale resta ampio a favore del variabile anche dopo il rialzo; cambia solo, marginalmente, l’entità del vantaggio rispetto ai mesi precedenti.

Conviene aspettare la prossima riunione BCE prima di firmare un nuovo mutuo?

Rimandare una decisione di acquisto casa in attesa di condizioni di tasso "migliori" comporta un rischio speculativo che va soppesato rispetto ai benefici concreti di bloccare oggi le condizioni disponibili, specialmente se l’immobile individuato risponde alle proprie esigenze.

Cosa succede alla mia rata se la BCE alza di nuovo i tassi nei prossimi mesi?

Su un mutuo variabile, la rata verrebbe rivista al rialzo alla successiva scadenza di revisione periodica prevista dal contratto; simulare in anticipo questo scenario con il proprio consulente è il modo più efficace per non farsi trovare impreparati.

Consulenza Gratuita

Ogni situazione è diversa. Come mediatore creditizio iscritto OAM, affianco privati e piccole imprese dell’area Milano-Monza Brianza nella valutazione della propria posizione. Il primo incontro è gratuito e senza impegno.

Prenota la tua consulenza gratuita