A fine settembre 2026 prendono ufficialmente il via i lavori sulla prossima Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura: un pacchetto di misure che, secondo le prime anticipazioni, potrebbe valere tra i 30 e i 40 miliardi di euro, con il nodo delle risorse disponibili che si scioglierà solo dopo la verifica del deficit 2025, attesa per il 22 settembre. Per chi ha cartelle esattoriali sospese e spera in una nuova misura agevolativa, è un momento delicato — non perché non arriverà nulla, ma perché contare solo su quell’attesa può costare caro.
Il rischio concreto di chi aspetta "la prossima rottamazione"
Le rottamazioni delle cartelle sono misure straordinarie, introdotte periodicamente per legge quando le condizioni politiche e di bilancio lo consentono — non uno strumento sempre disponibile, né garantito nei tempi. Chi ha un debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e decide di non fare nulla, confidando in una nuova finestra agevolativa nella manovra 2027, si espone a un doppio rischio: il debito continua a maturare interessi e sanzioni nel frattempo, e le azioni esecutive già avviate (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) proseguono comunque, indipendentemente da quello che verrà deciso a Roma nei prossimi mesi.
Cosa dicono le prime anticipazioni
Tra le misure allo studio per la manovra 2027 emergono un nuovo taglio dell’IRPEF per i redditi fino a 60.000 euro, la detassazione delle tredicesime e nuove forme di flessibilità pensionistica — ma su eventuali misure specifiche per le cartelle esattoriali non ci sono, ad oggi, indicazioni certe. Il Documento Programmatico di Bilancio, atteso per il 15 ottobre, darà un primo quadro più preciso, ma la storia recente insegna che le misure di definizione agevolata, quando arrivano, si conoscono nei dettagli solo a manovra approvata — tipicamente a fine anno.
La via d’uscita: agire sugli strumenti già disponibili, non su quelli sperati
La scelta più solida non è scommettere sull’arrivo di una misura futura, ma usare fin da ora gli strumenti già disponibili per la propria situazione: la rateizzazione ordinaria (fino a 72 o 120 rate in caso di comprovata difficoltà), e — per chi ha un quadro debitorio più ampio, che comprende anche il Fisco insieme a debiti bancari o commerciali — le procedure da sovraindebitamento previste dal Codice della Crisi, che possono includere anche una transazione fiscale sul debito tributario. Nulla impedisce, se una nuova misura agevolativa dovesse arrivare con la manovra 2027, di beneficiarne in aggiunta: ma aver già messo in sicurezza la propria posizione oggi evita che, nel frattempo, il debito e le azioni esecutive continuino a correre.
Domande Frequenti
Conviene aspettare la manovra 2027 prima di agire sulle cartelle esattoriali?
No: gli interessi e le eventuali azioni esecutive proseguono a prescindere dai tempi della manovra, quindi conviene mettere in sicurezza la propria posizione con gli strumenti già disponibili, salvo poi valutare eventuali nuove misure quando (e se) arriveranno.
È già noto se la manovra 2027 conterrà una nuova rottamazione delle cartelle?
No, non ci sono ad oggi indicazioni ufficiali in tal senso: le prime anticipazioni riguardano soprattutto IRPEF, tredicesime e pensioni; per il quadro fiscale sulle cartelle si saprà di più con il Documento Programmatico di Bilancio del 15 ottobre e poi con il testo definitivo della manovra.
Se rateizzo ora e poi arriva una misura più favorevole, posso comunque approfittarne?
Nella maggior parte dei casi sì, con le regole che verranno definite dalla misura stessa: aver rateizzato nel frattempo non preclude di norma l’accesso a una successiva definizione agevolata, ma è un aspetto da verificare puntualmente quando la norma sarà pubblicata.
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